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 02/05/2007 21:31
 
 Modificato da: superadmin  in 22/06/2007 09:48:24

Il programma della lista "Primavera Bivongese"  del candidato sindaco Murace Salvatore (Turi).

 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 27-28 MAGGIO 2007

Programma politico/amministrativo

 

Alle prossime elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007, la nostra squadra, che si presenta con il simbolo aratro, spighe e arcobaleno con la scritta primavera bivongese, ha scelto di scendere in campo dopo un’analisi attenta e rigorosa di ciò che Bivongi esprime oggi dopo anni di gestione  unilaterale , nella consapevolezza che queste elezioni non rappresentano solo un’occasione di giudizio sul governo del Paese e sulla adeguatezza di nuove proposte, ma rappresentano il momento di partenza per un rinnovamento e cambiamento della politica che deve tornare ad essere partecipativa.

E’ un impegno certamente gravoso ma, la laboriosità, l’immaginazione creativa, la passione, l’onestà e la dignità che sono custodite e risiedono nella tradizione e nella storia tutta dei Bivongesi, ci potrà consentire di onorare senza contrapposizione ma con dialogo sulle scelte riguardanti il bene collettivo.

Una politica partecipativa, non più chiusa in se stessa preoccupata essenzialmente all’occupazione del potere, ma attenta a promuovere e recepire il contributo di tutte le risorse umane presenti sul Territorio, inteso come correlazione tra Ambiente-Popolazione-Risorse in un equilibrio che è stato messo a dura prova dalle scelte di sviluppo operate.

Significato e sviluppo del programma.

Il programma che presentiamo tiene conto di quanto premesso, non è calato dall’alto ma frutto di osservazione analisi e confronto tra i Cittadini senza essere una sommatoria indifferenziata di interessi  particolari, è indirizzato al benessere collettivo.

 

 

IL PAESE CHE VOGLIAMO

 

AMBIENTE

 

Ci adopereremo positivamente  affinché la realtà del Parco delle Serre  sia una opportunità da non mancare per lo sviluppo socio-economico di Bivongi.

Per raggiungere tale obiettivo metteremo in campo le nostre competenze coinvolgendo Associazioni ed Enti e favorendo forme partecipative di e fra privati, affinchè si inneschino sinergie di sviluppo collettivo esigendo il pieno rispetto delle normative vigenti in materia di tutela naturalistica e paesistica e di regolamentazione degli insediamenti produttivi che si devono tradurre in aiuti all’agricoltura biologica ed alle attività di trasformazione dei prodotti provenienti dall’area perché il settore agricolo è strettamente legato alla vita non solo economica , ma si intreccia con la difesa dell’equilibrio ambientale.

Bivongi, in virtù della sua posizione geomorfologica, dei beni ambientali (le Cascate, i Bagni di Guida, il Fiume tutto), dei beni monumentali (S.Giovanni Theristis, Gli Apostoli) e storico culturali (l’Ecomuseo, il Museo d’Arte Contemporanea, il Museo etnografico con annessa mediateca delle tradizioni popolari calabresi, il Museo dell’Emigrazione), può e deve diventare una porta importante verso l’economia parco.

Metteremo in campo tutte le nostre competenze, le nostre professioni, la Nostra Storia per restituire al Paese le opportunità di sviluppo legate ad una fruizione turisticamente attraente in forme ecocompatibili dell’intero corso dello Stilaro iniziando una reale bonifica dei luoghi indirizzando le risorse umane e materiali nella prevenzione delle discariche abusive (che rappresentano un ulteriore costo economico ed uno scadimento della qualità della vita) mediante l’incentivazione della raccolta differenziata in cui la Popolazione sia realmente coinvolta attraverso un sistema di benefit che alleggerisca il costo della bolletta.

Anche il Centro Urbano fa parte delle priorità ambientali ed è per questo che alle opere imponenti preferiamo interventi diffusi e mirati al miglioramento della qualità della vita.

Come proporre a modello di sviluppo opere faraoniche quando il centro storico manca di servizi essenziali, tetti di amianto persistono e l’abbandono avanza?

Si definisce CENTRO STORICO di un paese  il luogo dove risiede la millenaria Storia che ha fatto grande, ed elevato ad esempio per altri, una popolazione.

Per Bivongi, per i Bivongesi, è questo, anche se la modernità ha spostato il centro economico disintegrando antichi legami comunitari; ma un’economia senza una storia è solo un costo che si traduce in insicurezza collettiva e perdita di popolazione.

Opere faraoniche o istruzione/formazione?

Alla costruzione dell’Auditorium  avremmo preferito la ri/costruzione degli edifici scolastici per un accorpamento dei vari ordini e gradi di istruzione (Materna, Elementare e Media) in una sorta di “Cittadella degli Studi” dove biblioteche e spazi comuni siano ri/espressione della storia culturale del Paese, ed è verso questo indirizzo che volgeremo i nostri sforzi affinchè l’importanza della cultura e della formazione sia restituita alla tradizione Bivongese e possa diventare patrimonio di tutti per il benessere di tutti.

 

 

POPOLAZIONE

Una nuova visione e direzione dello sviluppo si impone!

In una società che oramai si definisce come mondializzata, rivolta verso il Mondo, globalizzata, non si può più operare con metodi e mezzi della ricostruzione post-bellica che, favorendo l’opera pubblica come unico veicolo di sviluppo, di fatto è servito a dispensare favori e creare clientele e lobbie, con il risultato di una emorragia demografica.

Negli ultimi vent’anni, a fronte di ingenti somme spese per “abbellire” il Paese, quasi il 30% della popolazione ha ri/preso in mano una valigia per cercare di trovare opportunità migliori in altri nuovi luoghi ripercorrendo sacrifici antichi.

Se non come investimenti sociali fallimentari, come definire la tanto decantata “pioggia d’oro” dei finanziamenti pubblici?

L’impegno della nostra squadra si rivolge a tracciare nuove linee guida che possano, se non favorire i rientri, almeno contenere le partenze per necessità.

Per favorire lo sviluppo economico così come è stato nella storia dei Bivongesi, vanno create strade alternative rispetto alle fallimentari perseguite le quali possono risiedere ed essere rappresentate da forme associazionistiche tra auto produttori per poter collocare sui mercati i prodotti di qualità che sono da sempre il vanto dei Bivongesi e il piacere incommensurabile di chi li riceve.

Il ruolo della famiglia è anche in questo caso preziosissimo fino a poter essere considerato il fulcro dell’intervento sociale; il nostro impegno deve essere diretto ad un suo concreto sostegno destinando ad essa parte delle finanze disponibili ed attivabili.

 

RISORSE

 

Nella voce “RISORSE” è incluso tutto il patrimonio umano,sociale,naturale,finanziario di cui il Territorio ne ha disposizione.

Risorse umane sono le Intelligenze, la Storia, la Cultura di cui ogni cittadino è depositario e cerca di esternare nell’ambito delle proprie competenze; nel momento in cui questo bagaglio esce fuori dall’alveo personale, esse diventano sociali perché sono direzionate allo sviluppo collettivo.

In questo quadro, la numerosa presenza di immigrati è una risorsa su cui incentrare i propri sforzi progettuali per l’avvio di una seria politica di assistenza domiciliare e ospitalità diffusa.

Affiliazioni indotte, calcoli di bottega han fatto si che le intelligenze di cui il Paese dispone non venissero utilizzate al massimo delle potenzialità.

Le Risorse sociali  sono i beni materiali ed immateriali di cui la cittadinanza è dotata; come bene immateriale sono il patrimonio di chi attraverso associazioni e sinergie di rete comunicativa si spende per il benessere collettivo che non può e non può essere rappresentato dalla somma di interessi individuali e/o di categoria, primo fra tutti l’universale diritto alla vita. Le Risorse sociali   sono i beni materiali di cui il Comune, come soggetto collettivo depositario dell’arte di autogoverno dei popoli, ne ha disponibilità. Questi beni sono rappresentati essenzialmente dagli usi collettivi (acqua, aria, terra) spesso svenduti per racimolare qualche euro per far quadrare i bilanci dissestati dalla non oculatezza della gestione dei servizi.

Le Risorse naturali (acqua, aria, terra), un loro corretto ed equilibrato uso unitamente all’ospitalità diffusa, sono le basi da cui indirizzare le linee dell’emancipazione economica del nostro Paese. Considerato che le varie Leggi Finanziarie hanno colpito duro e colpiranno ancora nei fragili bilanci dei Comuni, l’impegno che noi ci assumiamo è quello di “rimboccarci le maniche” e contare sulle nostre forze, le stesse forze che hanno animato i nostri padri e che hanno fatto grande Bivongi nel Mondo Intero.

Le risorse ci sono e risiedono nella corretta progettazione e nel loro oculato utilizzo senza distoglierle dal bene ultimo e primario: il benessere collettivo, l’unico posto dove risiede la dignità di un popolo.

 

 

CONCLUSIONI

 

 

 Il nostro intendimento è quello di scommettere il tutto per tutto sulla stabilità del territorio, creando quelle condizioni socio-economiche affinché il nostro paese possa diventare un punto di riferimento e di accoglienza nel campo dei servizi, del tempo libero e del turismo, fattori primari della vocazione del nostro territorio. In questa ottica sicuramente possiamo creare nuove opportunità nel campo del lavoro.

Gli amministratori avranno una grande responsabilità, ma non solo loro, in quanto il paese è di tutti e tutti dovranno cercare di contribuire a far sì che le cose cambino per il bene di tutta la comunità.

Fuori dalle logiche che fino ad oggi abbiamo vissuto intendiamo cambiare atteggiamento e pensiamo che le scelte politiche, indicate nel nostro programma, possano essere il trampolino di lancio per un futuro migliore.

L’augurio di migliorare le cose e diventare protagonisti passa in particolar modo attraverso un cambiamento di mentalità da intendersi come recupero della nostra Storia e della nostra tradizione culturale di donne ed uomini liberi.

Dobbiamo vedere le cose in modo diverso, fuori dalle logiche personali, che inducono spesso a smanie di vendette, odio e rancori. Nel terzo millennio non esiste il rosso, il bianco, il giallo, il verde etc., esiste solo la nostra comunità che, con le diversità di appartenenza politica, avrà un solo compito ma molto faticoso: cercare di iniziare una ri/costruzione forte e vincente del proprio futuro.

Noi scommettiamo su questi principi e su queste idee!

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